Pubblicato da Enrico Aramini – 10 gennaio 2019

I produttori di macchine possono dotarsi di piattaforme digitali per l’erogazione di informazioni e in generale di servizi connessi ai propri prodotti e incrementare il fatturato e soprattutto gli utili. Sperimentazioni ne sono state fatte tante e per lo più si tratta di fallimenti. Cogliere le opportunità richiede un nuovo modo di pensare la propria offerta.

 

In Italia il turismo l’arte e in generale i temi culturali sono delle eccellenze uniche al mondo. Il PIL Italiano rimane comunque dominato dall’industria manifatturiera che annovera settori quali la meccanica, gli alimentari, i prodotti di largo consumo, la farmaceutica e altri. Tra questi la meccanica è trainante e soprattutto lo sarà nel corrente biennio secondo le stime del Rapporto Analisi dei Settori Industriali pubblicato da Prometeia con Intesa San Paolo di fine ottobre 2018. La motivazione storica è da ricercarsi nella capacità del genio Italiano di progettare e realizzare sistemi di produzione molto efficaci ed efficienti. La qualità delle macchine di produzione ci è riconosciuto in tutte le industry a livello mondiale, i nostri produttori di macchine industriali esportano in tutto il mondo e l’Italia possiede un primato in questo settore.

L’intensificazione della competizione mondiale, la crescente disponibilità di componenti digitali a basso costo (commoditization) e la pervasiva domanda da parte dei clienti di contenuti “digitali” impongono anche a questo settore di affrontare il cambiamento. Come sempre l’innovazione tecnologica porta nuove sfide ma soprattutto nuove opportunità.

I produttori di macchinari, a costi molto contenuti, possono dotarsi di piattaforme digitali per l’erogazione di informazioni e in generale di servizi connessi ai propri prodotti e incrementare il fatturato e soprattutto gli utili. Gli esperimenti tecnologicamente lodevoli hanno finora per lo più fallito per una mancanza di visione o di completezza dell’offerta. Collegare i macchinari a delle piattaforme Industrial Internet of Things (IIoT) è relativamente facile, la parte più complessa è:

  1. identificare il vantaggio significativo per il cliente affinché condivida col fornitore di macchinari i suoi dati.
  2. Progettare dei modelli di business fatturabili che massimizzino l’utile.

E’ arrivato il momento di strutturare l’offerta di questi servizi puntando a piattaforme IIoT di integrazione delle macchine presenti nelle fabbriche dei clienti.

Questo comporta la necessità di allargare le funzionalità digitali (applicazioni) già in gran parte presenti nella singola macchina allo scopo di integrarla con le linee adiacenti nelle fabbriche dei clienti e proporre funzionalità allargate per una visibilità complessiva dell’intera produzione.

Lo schema qui sopra confronta la suddivisione delle applicazioni previste nel modello IT classico e quelle legate all’Industry 4.0 evidenziando come i punti di impatto tradizionali (HMI, PLC, SCADA, DCS e CNC) debbano elevare il loro impatto creando delle opportunità di business a livello di centro di lavoro e dell’intera azienda.

Un esempio per tutti. Non basta più fornire opzioni di misurazione dell’efficacia a livello della singola macchina (OEE di macchina) ma i clienti chiedono funzionalità che integrino anche le altre macchine della linea in una misurazione di reparto, di sito produttivo o di azienda intera.

I clienti chiederanno ai produttori di macchine di proporre sistemi di integrazione per raccogliere, sincronizzare e analizzare i dati di produzione. HyperMES è una piattaforma di integrazione IIoT che consente di integrare trasversalmente macchine diverse e verticalmente i sistemi IT di livello gestionale (ad esempio ERP e PLM).

HTC con la sua esperienza è in grado di aiutarvi a definire i passi giusti per cogliere queste opportunità di business. Potete contattare Enrico Aramini via e-mail enrico.aramini(at)htc.it oppure chiamando il nostro ufficio di Vicenza allo 0444 289371.

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