Negli ultimi anni l’introduzione di macchine intelligenti, di Big Data, di Internet of Things e di #Industry40 ha causato una rivoluzione epocale nelle aziende e nelle fabbriche.

Certamente queste innovazioni hanno aperto i nostri occhi su nuovi vantaggi e possibilità e hanno anche svelato un’importante zona d’ombra: il divario tra il mondo IT e quello OT (Operation Technology).

La separazione tra questi due pilastri portanti di ogni azienda di produzione è stata causata da molteplici motivazioni che possono essere ricondotte alla diversità di problemi che si trovano ad affrontare, alle tecnologie con cui si devono rapportare e le soluzioni che devono implementare.

 

Il mondo IT (il cattivo) si occupa di software, hardware, networking, di Office, delle e-mail aziendali, dei backup, di database e di SQL per fare alcuni esempi. Tecnologie specifiche dunque per la comunicazione e per i sistemi che archiviano, processano e forniscono informazioni a tutti i livelli di un’organizzazione. Un mondo astratto, asettico, pulito e per sua natura e aspirazione lontano dalla realtà produttiva.

Il pane quotidiano del mondo OT (il brutto) sono attuatori, sensori, PLC e software di controllo: SCADA, RTU, HMI e i sistemi tecnologici integrati. Quindi gli esperti del settore OT si concentrano su sistemi usati per il monitoraggio e il controllo di macchine di produzione che devono essere mantenute in funzione per lunghi periodi di tempo con continuità per supportare le attività produttive. Un mondo dominato da una realtà spesso buia sporca e cattiva[1].

Grandi differenze che si riscontrano anche nell’affrontare le criticitàdi #Industry40 : la tecnologia dell’informazione si rapporta al problema dall’alto verso il basso, partendo da un quadro d’insieme, che viene poi suddiviso in sottocategorie per cui vengono trovate delle implementazioni di soluzioni.

Il settore OT invece si pone al tema #Industry40 in modo completamente opposto: in produzione bisogna partire dal basso, far funzionare le macchine, per poi costruire sistemi più complessi che devono poi essere integrati dato che la maggior parte delle tecnologie OT sono proprietarie, chiuse e moltissime soluzioni SCADA possono risultare quasi incompatibili tra loro. Con la scusa che la produzione non si può permettere il lusso di fermarsi, le control room e i quadri di controllo sono pieni di tecnologia che ha sacrificato il concetto di comunicazione, di apertura, di interazione preferendogli garanzie di solidità, chiusura di sicurezza, isolamento.

D’altronde è normale che entrambe le parti, che hanno sempre lavorato su piani diversi, abbiano serie difficoltà a comprendere le necessità della loro controparte e si guardino in cagnesco.

Per ora i mondi OT e IT sono a un bivio: possono decidere di cogliere l’incredibile opportunità di #Industry40 e quindi rendere accessibile i dati a tutti i livelli (il buono), oppure possono continuare a percorrere strade separate che impediranno all’azienda di raggiungere il suo pieno potenziale.

Da un altro punto di vista questo divario rappresenta un’occasione imperdibile per entrambi di mettersi a confronto, conoscersi meglio e sfruttare i punti di forza dell’altro per arrivare a una tecnologia veramente dirompente. Industry 4.0 introduce un nuovo paradigma di ottimizzazione che porta ad un aumento dell’efficienza e della produttività. Per funzionare richiede condivisione, comunicazioni, collegamenti per poter analizzare e correlare i dati di ciascun componente al fine di ottenere l’ottimizzazione del processo produttivo. Insieme IT e OT per ottimizzare la produzione.

Come tecnici IT dobbiamo toglierci di torno quell’aria da extraterrestri, da tecnici supercool e come responsabili della produzione dobbiamo smettere quello sguardo da “tanto-poi-non-va”, di nascondere la polvere sotto il tappeto, di imbrogliare i dati. Dobbiamo iniziate entrambi a caricarci sulle spalle la responsabilità di supportare il business. Facciamo i Buoni.

 


[1] Per buia e sporca si faccia riferimento a quadri elettrici impolverati e a sensori imbrattati di lubrificante. Per cattiva si intende qui l’applicazione della legge di Murphy in versione “forte”: dati due eventi “comunque probabili” capita sempre il più svantaggioso.


 

Enrico Aramini CEO di HTC High Tech Consultant

Tel: +39 0444 289 371
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