Sabato sera il governo italiano ha rilasciato un pacchetto di finanziamenti rivolto agli investimenti industriali per progetti Industry 4.0. Come impatta un progetto sulla nostra organizzazione? Riguarda solo nuove installazioni? C’entra con l’Industrial Internet of Things (IIoT) o i Big Data? Cosa dobbiamo fare?

Industry 4.0 non è un sistema di finanziare l’impresa per creare nuovi impianti e nuovi posti di lavoro. Il suo scopo è aumentare l’efficienza dell’industria renderla competitiva e farla crescere.

La flessibilità, la capacità di sfornare prodotti personalizzati, è la minaccia più forte alla nostra efficienza. E’ definitivamente tramontata l’era di “qualsiasi colore purché nero”. Questa è l’era di “qualsiasi colore allo stesso costo”. Non basta forse un’etichetta da applicare sul prodotto diversa da quelle previste per riempire di muda il nostro meraviglioso processo lean? Non basta un regolamento introdotto in quel mercato estero a rendere invendibili i nostri prodotti ?

Ok, convinti?

Torniamo a  Industry 4.0. Il Bignami dell’Operation Manager riporta: insieme di tecnologie IT (Information Technology) applicate all’OT (Operation Technology). Si tratta in definitiva di applicare l’ultimo ventennio di tecnologie informatiche nel mondo della produzione con l’obiettivo di recuperare efficienza. I controlli di macchina chiusi in se stessi che non parlano con gli altri controlli, le interconnessioni fatte coi “contatti puliti”, il fatto di considerare la fabbrica un arcipelago di isole-di-produzione sono inefficienza.

La produzione va interconnessa dall’inizio alla fine. Non esiste un arcipelago-di-isole ma un unico land fortemente interoperabile (interagente nelle operazioni). L’automazione nell’arrivo delle materie prime deve essere interconnessa con la linea che le utilizza, il sistema di qualità deve essere “annegato nell’automazione di processo”, il magazzino automatico deve sapere che si inizierà una produzione per preparare le materie prime necessarie. Il sistema di magazzino automatico dei prodotti finiti deve conoscere dell’arrivo di un camion alla pesa per iniziare l’approntamento della spedizione. I parametri del processo devono poter essere aggiornati da condizioni “accessorie” quali, ad esempio, costo dell’energia per scegliere quella più efficiente, temperatura d’ambiente per sfruttare meglio gli scambiatori di calore e così via.

Come facciamo?

 

Disegniamo una strategia aziendale per l’Industry 4.0. Iniziare a disegnare un sistema integrato senza un progetto complessivo è la premessa dell’insuccesso. E’ necessario definire le funzioni nei vari livelli, definire quali variabili (tag, set point, PV, misure) sono globali e quali locali, definire i tempi di campionamento delle stesse e soprattutto definire il benchmark (OEE) per poter misurare i risultati. [$]

 

Progettiamo in modo professionale. Consideriamo i dettagli: stiamo collegando la realtà fisica (brutta, sporca e cattiva) con il mondo asettico e standard di internet. Non facciamoci fregare da progetti e prassi non professionali, usiamo una metodologia. Adottiamo l’ISO 62264 (aka ISA 95). [$]

 

Sensorizziamo le macchine o colleghiamole. E’ il momento buono per fare un po’ di revamping nel nostro impianto. Quel centro di lavoro che ci è servito per tanti anni è ora di sostituirlo, automatizzarlo o almeno sensorizzarlo. Nel farlo curiamo di andare nel verso disegnato al punto precedente. [$$$]

 

Adottiamo un edge gateway. Questo step è necessario soprattutto se abbiamo intenzione di preservare vecchie architetture di controllo e quindi se partiamo da un sistema esistente. La soluzione migliore? Usiamo un punto di aggregazione delle informazioni trasportate da protocolli vintage (ModBUS, RS422, ProfiBUS sono roba del secolo scorso) e il mondo internet (TCP/IP, MQTT, RESTapi, per intenderci). Ignition di Inductive Automation è quel che fa per noi. [$$]

 

PDCA. Plan Do Check and Act. In realtà Plan e Do li abbiamo già fatti. Ora bisogna misurare i risultati raggiunti e confrontarli con gli obiettivi. Abbiamo una montagna di dati che cresce ad ogni secondo; ecco perché, nell’Industry 4.0, si parla di Big Data. Dobbiamo analizzati e i risultati devono essere confrontati con gli obiettivi (di efficienza) di cui al primo punto. [$$]

 

HTC implementa dal 1991, anno di fondazione, questi concetti in aziende che prediligono la flessibilità per raggiungere il successo nel mercato. Nelle aree di processo, del software industriale e gestionale e nei sistemi informatici, HTC garantisce ai suoi clienti di avere sempre approccio competente e di esperienza, certificata e professionale. Non a caso nel mese di settembre, unica azienda italiana, è stata insignita del Firebrand Award all’ICC 2016 che si è tenuto in California.

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